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08/04/2003


APPROFONDIMENTO SULLE PROSTATITI

Per saperne di più
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Cos'è

La prostata è una ghiandola e per l'uomo riveste un'importanza particolare in quanto produce almeno l'80% del liquido seminale e le vescichette. Le prostatiti sono molto frequenti in età giovanile, possono avere un andamento acuto o cronico ed essere attribuite a cause diverse.

Anche nei giovani, infatti, la prostata è soggetta a particolari infiammazioni dovute a cause molteplici: fattori infettivi (germi comuni) o comportamentali (stress, fumo, alcol, vita sedentaria, alimentazione inadeguata).

A concorrere a quest'infiammazione della prostata contribuiscono diversi elementi sia di ordine generale:
  • abitudine di vita;
  • abuso di alcool e cibi piccanti;
  • attività sessuale sregolata
che di ordine locale (microtraumi perinali):
  • ciclismo;
  • equitazione;
  • lunghi viaggi in auto e moto.

L'infiammazione della ghiandola può essere causa di tutta una serie di disturbi: aumento della frequenza della minzione, bruciore durante minzione ed eiaculazione, pesantezza a livello perineale e testicolare.

Negli ultimi trent'anni si è assistito ad un incremento notevole di questa patologia, dovuto sia al fatto che ora le diagnosi sono molto più sicure mentre prima potevano solo essere sospette, sia alla "liberalizzazione sessuale" dagli Anni '60 in poi.



Classificazione delle prostatiti
Le prostatiti possono essere di tre tipi:

Prostatiti batteriche

Sono causate frequentemente da Gram negativi e solo in minima parte da Gram Positivi e caratterizzate da febbre elevata, brividi, dolori alla parte inferiore della colonna vertebrale e vari gradi di ostruzione vescicale.

Prostatiti non batteriche

Sono quelle più frequenti, spesso contratte attraverso il rapporto sessuale con partner infetto.

Dolore prostatico

Il paziente con dolore prostatico presenta gli stessi sintomi di una prostatite, ma non presenta infezioni urinarie documentate, né anomalie nel secreto prostatico. E' frequente nei giovani e causa di notevoli disturbi che possono avere importanti ripercussioni sulla fertilità.



Sintomi e disturbi

E' possibile individuare per tempo l'insorgenza di una prostatite batterica acuta in quanto caratterizzata da un improvviso aumento della febbre (prima lieve, poi elevata), brividi, dolore al perineo (zona compresa tra l'ano e la base del pene), minzioni frequenti diurne e notturne e ostruzione vescicale.

In particolare i sintomi della prostatite Acuta sono:
  • febbre elevata;
  • dolore perineale;
  • dolore uretrale;
  • urine torbide;
  • polliachiuria;
  • minzione imperiosa;
  • ritenzione urinaria
mentre i Sintomi Prostatite Cronica:
  • dolenzia uretrale;
  • dolore perineale;
  • polliachiuria;
  • stranguria (dolore o bruciore durante la minzione)

I sintomi delle prostatiti croniche possono essere raggruppati in quattro categorie che, di rado, possono comparire simultaneamente o associati:

Sintomi dolorosi

I sintomi dolorosi sono quelli rilevabili più facilmente e che, altrettanto facilmente dovrebbero portare l'urologo esperto alla diagnosi della prostatite. Alcuni di questi sintomi sono: la dolenzia testicolare, la pesantezza dolorosa del perineo, il fastidio inguinale, il dolore gluteo o alla base della colonna lombo-sacrale.
Tutti questi sintomi risentono dei (e spesso si riaffacciano) nei passaggi stagionali, soprattutto dall'autunno all'inverno e dall'inverno alla primavera.

Sintomi urinari

La pollachiuria, cioè il bisogno di urinare spesso, in scarsa quantità o la nicturia, ossia il bisogno di minzione notturna compaiono come sintomi sia delle prostatite che dell'ipertrofia prostatica benigna (IPB).

Sintomi della sfera sessuale

Di solito si presentano in pazienti con una lunga storia di prostatite alle spalle e, dal punto di vista medico, sono difficili da risolvere in quanto comportano delle variabili psicologiche quali l'ansia da prestazione. I più frequenti sono l'eiaculazione precoce, la presenza di sangue nello sperma (emospermia) e i disturbi del desiderio sessuale e dell'erezione. I primi due sintomi sono più facilmente spiegabili, nel caso in cui dipendano da prostatite, mentre l'emospermia è spesso dovuta a calcoli nei dotti eiaculatori (canali di circa 2 cm e ½ che portano all'uretra).

Quanto al mancato desiderio sessuale, riferito in alcuni casi di prostatite, spesso è dovuto alla compressione dell'edema prostatico (gonfiore della prostata) sui fasci nervosi che decorrono nella porzione dorso laterale della capsula prostatica.

Sintomi della sfera riproduttiva

Le conseguenza della prostatite sulla sfera riproduttiva sono dovute al fatto che il liquido secreto dalla prostata ha, tra le altre funzioni, quella di dare energia e nutrimento agli spermatozoi permettendo loro di raggiungere l'ovulo. Qualora il liquido prostatico si presenti alterato (per presenza di sangue e/o per una situazione infiammatoria), gli spermatozoi saranno poco mobili e pertanto la loro vita sarà più breve.



Diagnosi ed esami

In caso di presenza di prostatite, l'esame dell'esplorazione rettale mostra una ghiandola soffice e calda alla palpazione, fissa ai tessuti sottostanti e con profilo irregolare. Al principio della malattia, tuttavia, la palpazione è sconsigliata, sia per il rischio di batteriemia che per il dolore acuto che può provocare al paziente.

Altri esami, frequenti per questa patologia, sono:
  • la spermiocoltura che evidenzia la presenza di batteri nel liquido seminale;
  • l'ecografia prostatica transrettale: nel caso di prostatite la ghiandola presenta un'ecostruttura disomogenea per la presenza di calcificazioni o di veri e propri calcoli.

La diagnosi risulta indispensabile per individuare eventuali patologie che possono essere di natura organica (stenosi o valvole uretrali, rapporti con partner affetti da vaginiti) o comportamentali (attività sessuale irregolare).



Terapie
L'approccio diagnostico-terapeutico riguarda solitamente:
  • terapie anti-infiammatorie e anti microbiche;
  • norme igienico-comportamentali

Le terapie, solitamente, prevedono trattamenti decongestionanti e antinfiammatori, terapie antibiotiche e, quando necessario, trattamenti con laserterapia.

La terapia più efficace per le prostatiti batteriche consiste in una cura a base di farmaci antibatterici. Talvolta, specie nel caso di ritenzione urinaria, risulta indispensabile anche il ricovero ospedaliero. Sono a volte necessarie misure generali di supporto come un'adeguata idratazione e il riposo a letto. Non sempre il risultato della terapia è soddisfacente pur essendo gli antibiotici efficaci sui germi patogeni responsabili delle infezioni urinarie.

Allo stesso modo, anche per le prostatiti croniche è utile associare la terapia antibiotica con i farmaci anti infiammatori.



Aspetti andrologici e conseguenze sulla fertilità

Una disfunzione prostatica ha indubbiamente rilevanti conseguenze sulla funzione sessuale e riproduttiva. Questo perché la prostata è un organo di fondamentale importanza per la riproduzione, per la sua posizione, per il contributo che il suo secreto porta alla composizione del plasma seminale e infine perché contiene fattori che proteggono gli spermatozoi dall'acidità del secreto vaginale.

Sono le prostatiti croniche a rappresentare il rischio maggiore per le capacità riproduttive. Il loro effetto si verifica in particolar modo sul secreto prostatico comportando alterazioni che vanno a modificare alcuni parametri del liquido seminale e ne peggiorano la capacità fecondante.



Patologie simili


Dolore Prostatico

Il dolore prostatico presenta sintomi simili alla prostatite, anche se non si presenta come una documentata infezione urinaria e il secreto prostatico è tipicamente normale.
E' molto frequente riscontrare il dolore prostatico principalmente tra i giovani e si manifesta con alterazioni del flusso urinario: difficoltà ad iniziare la minzione o interruzione a tappe.

Le prostatiti rare
  • gonococcica;
  • tubercolare;
  • parassitaria;
  • micotica;
  • granulomatose non specifiche.

Per queste prostatiti, oltre ai classici sintomi, si verificano dei disturbi, che comportano rilevanti ripercussioni sulla fertilità. Pertanto risulta essenziale una diagnosi precoce della patologia.



Prostate "celebri" (tratte dal sito www.urologiadolo.it)

Nel corso dei secoli i problemi prostatici hanno spesso condizionato le scelte di importanti uomini ricordati dalla Storia. Lo scopo di questa sezione è di riportare alcune vicende di questi uomini, sottolineando come, queste patologie, abbiano spesso accompagnato anche l'esistenza di personaggi celebri.

Un po' di curiosità e poi…come si dice…mal comune…

Michelangelo

Michelangelo, il grande artista del 1500 autore degli affreschi della Cappella Sistina, soffriva di ritenzione urinaria, probabilmente dovuta ad ipertrofia prostatica, e di calcolosi vescicale.

Per questo motivo frequentava assiduamente le terme di S. Bernardo alle cui acque attribuiva virtù terapeutiche.
Michelangelo fu costretto a sottoporsi per molti anni a ripetute dilatazioni uretrali.

Carlo V

Sul suo Impero "non tramontava mai il sole", ma questo non bastò a rendere più sopportabili le sofferenze che la prostata donò a Carlo V°. Il suo medico personale, il dottor Felipe, ideò per il suo Imperatore una terapia particolare che prevedeva l'inserimento di una sonda uretrale nell'uretra prostatica, con una "candeletta" contenente una sostanza corrosiva a base di calce viva, albume d'uovo e bava di lumaca, che doveva essere tenuta in sede per una settimana. L'azione corrosiva della calce viva avrebbe dovuto in qualche modo "macerare" la prostata. Per anni Carlo V° si sottopose a questa terapia, che ebbe grande fortuna in tutta Europa. Tra i motivi che lo spinsero ad abdicare nel 1556 pare vi fosse anche lo stato di sofferenza cronica a cui ormai l'Imperatore era giunto.

De Gaulle

Nel 1964 il generale Charles De Gaulle, era Presidente della Repubblica in Francia. Da molti anni soffriva di disturbi prostatici, tanto che il suo urologo Prof. Albouker più volte gli aveva proposto l'intervento chirurgico. Nell'immediata vigilia di un viaggio diplomatico in Messico, De Gaulle ebbe un episodio di ritenzione urinaria. Albouker gli consigliò il ricovero e l'intervento, ma il viaggio non poteva essere rimandato. L'urologo propose allora al Presidente l'uso di un catetere vescicale di Foley (dal nome dell'urologo americano ideatore di questo particolare tipo di catetere autostatico) da tenere per la durata del viaggio.

De Gaulle era famoso per il suo sfrenato nazionalismo e per il suo viscerale antiamericanismo.

Quando seppe che il catetere di Foley era stato ideato da uno statunitense, rifiutò sdegnosamente di sottoporsi alla cura. L'urologo dovette personalmente assicurare al Presidente che il catetere in questione era stato fabbricato in Francia. De Gaulle accettò il catetere vescicale a condizione che rimanesse un "segreto di Stato".





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