UroDoc - il sito al servizio della urologia italiana
 22 ott 2014 UroDoc: il sito italiano al servizio dell' urologia Mappa del Sito
Approf. sulla cistite
Calcoli renali
Carta del farmaco
Cistite: conoscila
Codice deontologico
Diritti del malato
Farmaci generici
Giornata mondiale del rene
Informatica ed altro
IPB
Ipertensione
Prezzo farmaci
Prostatiti
Qualità e sicurezza del SSN
Ricette mediche
Vaccini

Iscriviti alla newsletter gratuita* (inserisci il tuo indirizzo email)
Informativa sulla Privacy


*L'invio è aperiodico

 NOVITÀ
Clingrouper


QBlink
Medicina interna
www.medinterna.it
Terapia del dolore
www.doloredoc.it
Neurologia
www.neurodoc.it
Gastroenterologia
www.gastronet.it
Fumo di tabacco
www.fumo.it
Cardiologia
www.cardionet.it
Pneumologia
www.pneumonet.it
Telemedicina in farmacia
www.misuralatuasalute.it

12/07/2003


SALE NELLA DIETA: ESCREZIONE DEL SODIO E IPERTENSIONE ARTERIOSA


L'ipertensione nella storia della medicina

Nel Classico della Medicina dell'Imperatore Giallo, un trattato fondamentale della medicina cinese, risalente al 4.500 AC, si legge:
"quando il polso è abbondante ma teso e pieno come una corda, si formano rigonfiamenti d'acqua", e continua dicendo che "i reni passano la malattia al cuore".

Nella storia della medicina fu Richard Bright per primo a trovare correlazioni fra l'ipertensione e i reni, nel 1836: dopo un esame post mortem di pazienti morti con "urine dense", infatti diagnosticò un danno nelle funzioni renali. Allo stesso tempo notò anche un ingrossamento del ventricolo sinistro e un'ipertrofia della parete, di cui non era riscontrabile nessuna origine organica (ad esempio una lesione valvolare).

Nel 1871, poi Traube suggerì che l'ipertensione fosse una risposta omeostatica a un problema nella funzionalità escretoria del rene, affermando che "la diminuzione del liquido rimosso dal circolo arterioso per escrezione renale… causa un aumento nella pressione arteriosa."

Queste ipotesi anticiparono di circa 100 anni quelle di Fahr, Borst, Borst de Gues e Guyton; riguardo il fatto che l'ipertensione sia un meccanismo compensatorio per ovviare a una riduzione nell'escrezione.

Negli ultimi 40 anni poi si sono accumulate ulteriori prove, tramite modelli animali, che confermano come ci possa essere una correlazione fra l'aumento di pressione e una escrezione salina "difettosa", in particolare del sodio.



Il ruolo del sale nella dieta

Fu probabilmente la scoperta che il sale era in grado di conservare gli alimenti a farne aumentare l'assunzione nella dieta, il sale fu infatti preziosissimo per secoli, per questa caratteristica, tanto da divenire moneta di scambio presso numerosi popoli.

E' probabile, che il consumo di cibi conservati, molto salati, facesse sembrare senza sapore i cibi freschi, facendone aumentare il consumo, come "insaporitore", che è poi l'uso che ne facciamo anche oggi.

A metà del 1800 il sale ormai non costava più molto in Europa, ne derivò un largo uso e un livello di quasi 20 grammi al giorno, nei decenni successivi, poi l'avvento della refrigerazione ne fece limitare l'uso come conservante, tuttavia, nelle popolazioni occidentali, il consumo è spesso ancora troppo alto1.



Dati epidemiologici e sperimentali

    Popolazioni primitive di diverse parti del mondo, che non introducono sodio "in più" nella dieta, non soffrono di ipertensione, né la loro pressione aumenta con l'età come avviene nelle popolazioni industrializzate.
    Se le stesse popolazioni adottano stili di vita occidentali anche la loro pressione sanguigna aumenta e appare l'ipertensione.

    In studi di popolazione, come lo studio INTERSALT è stata trovata una significativa correlazione fra il livello di assunzione di sale e la frequenza nella comparsa dell'ipertensione.

    Quando pazienti ipertesi mantengono una dieta priva di sale, la loro pressione diminuisce.

    Un alto consumo di sodio può attivare un certo numero di meccanismi relativi al controllo pressorio, come un aumento del calcio intracellulare, delle catecolamine plasmatiche, un peggioramento della resistenza all'insulina.



Il metabolismo del sodio

Il sodio svolge le importanti funzioni di regolare il volume dei fluidi extracellulari, è un fattore fondamentale nella regolazione osmotica dei fluidi extracellulari e nell'equilibrio acido-basico.

Inoltre il sodio è coinvolto nei fenomeni elettrofisiologici dei tessuti nervosi e muscolari, nella trasmissione dell'impulso nervoso, nel mantenimento del potenziale elettrico di membrana e dei gradienti transmembrana essenziali per gli scambi cellulari di nutrienti e substrati.

Poiché presente negli alimenti e bevande esclusivamente in forma ionica solubile (Na+), il sodio è totalmente disponibile all'assorbimento che avviene nel tratto distale dell'intestino tenue e nel colon.

La concentrazione di sodio nei fluidi extracellulari è mantenuta ad opera dei reni: pressoché tutto il sodio che passa nel filtrato glomerulare viene riassorbito.



L'anatomia del rene

L'unità funzionale del rene è il nefrone. In ogni rene ve ne sono circa un milione, e ogni nefrone è costituito da due parti: il corpuscolo renale di Malpighi e il tubulo renale. Il primo è a sua volta formato da un gomitolo di capillari costituenti una rete mirabile arteriosa, il glomerulo renale, racchiuso da una sottile capsula.

A livello del corpuscolo renale avviene l'ultrafiltrazione del sangue e si forma l'urina primitiva.

Il tubulo renale è un lungo canale del diametro medio di circa 100 mm., suddivisibile in quattro porzioni successive, diverse per struttura microscopica e funzioni: i diversi tratti del tubulo renale hanno funzione riassorbente diversa, in parte regolata dall'apparato endocrino, e tale diversità di funzioni è indicata anche dalla diversa struttura.

A livello del tubulo renale avviene il riassorbimento, attivo e passivo, di molti dei materiali presenti nell'urina primitiva (acqua, proteine, zuccheri, sali minerali) e si forma l'urina definitiva che viene inviata nei tubuli collettori, di qui nei calici renali e quindi, attraverso le pelvi e gli ureteri, nella vescica.

Riassumendo quindi, il sangue arriva al rene dall'arteria renale, giunge al glomerulo di capillari dove si effettuano gli scambi di liquidi/sostanze, passa al "tubulo contorto" e al "tubulo prossimale", scende nella zona midollare (fino all'ansa di Henle), durante il tragitto le sostanze e i liquidi utili vengono riassorbiti e condotti alla vena renale. I liquidi restanti giungono al "tubulo distale" dove assieme alle sostanze di rifiuto proseguono verso il tubulo collettore per poi finire nell'uretere e confluire nella vescica e da qui nell'uretra.

Il rene produce l'urina mediante un processo di rimozione dei prodotti di rifiuto e regola il volume e la pressione osmotica del sangue. Il liquido filtrato dal rene è poi in gran parte riassorbito, garantendo così l'equilibrio omeostatico tra i vari composti presenti nel sangue (ad esempio due reni sani filtrano circa 180 litri di acqua al giorno, ne riassorbono circa 178 litri e ne perdono circa 2 litri con l'urina).

Perdite obbligatorie di sodio si verificano attraverso le feci ed il sudore, ma si tratta di solo circa il 7% degli apporti di sodio (per una alimentazione ricca di sodio come la nostra).



Fisiologia renale e ipertensione

Nell'ipertensione essenziale (quella in cui la causa non è chiaramente identificabile, che poi è quella di cui soffre il 90% dei pazienti ipertesi) i reni sono i primi organi a cui carico si possono evidenziare cambiamenti patologici e fisiologici.

Quello che non è definitivamente chiaro è se siano questi cambiamenti a causare l'ipertensione o se siano da essa causati.

Un'insufficienza renale cronica, ad esempio, o patologie come la sindrome da apparente eccesso di mineralcorticoidi (AME), o un eccessivo consumo di liquirizia causano ritenzione di sodio e quindi alterazioni della pressione sanguigna per mantenere costante l'equilibrio omeostatico del sodio.
Alcuni autori hanno poi avanzato l'ipotesi che un numero ridotto di nefroni fin dalla nascita predisponga all'ipertensione, per una ridotta superficie di filtrazione a livello renale e un conseguente aumento della pressione sanguigna che si cronicizza.
Una congenita diminuzione della superficie di filtrazione è stata proposta come possibile spiegazione anche per differenti predisposizioni all'ipertensione fra popolazioni geneticamente diverse, come afroamericani, le donne, o persone anziane.

La regolazione della pressione deriva dall'attività di varie sostanze ormonali e non, presenti nel corpo umano, le due più importanti sono la renina e l'angiotensina.

La renina, rilasciata dal rene in seguito ad un abbassamento della pressione, agendo sull'angiotensiogeno, lo trasforma in angiotensinaI che poi diviene angiotensinaII ad opera dell'enzima ACE (Angiotensin Converting Enzyme), sostanza con forti proprietà vasocostrittive: la vasocostrizione richiederà una maggiore forza nel pompare il sangue (e mantenere l'equilibrio nella filtrazione), da qui l'ipertensione.

Ridurre la quantità di sale non è difficile (da Le Linee Guida per una sana alimentazione italiana ed 2003)

Ridurre la quantità di sale che si consuma giornalmente non è difficile, soprattutto se la riduzione avviene gradualmente. Infatti il nostro palato si adatta facilmente, ed è quindi possibile rieducarlo a cibi meno salati.

Entro pochi mesi, o addirittura settimane, questi stessi cibi appariranno saporiti al punto giusto, mentre sembreranno troppo salati quelli conditi nel modo precedente.

Le spezie e le erbe aromatiche possono sostituire il sale o almeno permettere di utilizzarne una quantità decisamente minore, conferendo uno specifico aroma al cibo e migliorandone le qualità organolettiche.
Il succo di limone e l'aceto permettono di dimezzare l'aggiunta di sale e di ottenere cibi ugualmente saporiti, agendo come esaltatori di sapidità.

Come comportarsi:

    Riduci progressivamente l'uso di sale sia a tavola che in cucina.

    Preferisci al sale comune il sale arricchito con iodio (sale iodato).

    Non aggiungere sale nelle pappe dei bambini, almeno per tutto il primo anno di vita.

    Limita l'uso di condimenti alternativi contenenti sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc.)

    Insaporisci i cibi con erbe aromatiche (come aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio) e spezie (come pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry).

    Esalta il sapore dei cibi usando succo di limone e aceto.

    Scegli, quando sono disponibili, le linee di prodotti a basso contenuto di sale (pane senza sale, tonno in scatola a basso contenuto di sale, ecc.).





| UroDoc si presenta | | Come contattarci | | Scrivi a UroDoc |




Copyright © 2002 - 2014 QBGROUP spa